Ci può essere un venerdì 17 anche di giovedì 10

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A proposito di contrattempi

Grazie ad un intervento esilarante di una mia amica su un gruppo di whatsapp, mi ricollego ad un mio articolo di qualche giorno fa. L’esempio è perfettamente calzante per descrivere come nella pianificazione delle attività, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo.

Anzi, si può scatenare un vero e proprio effetto domino, che subdolamente conferma l’esistenza della Legge di Murphy. Ma con ironia ed ingegno se ne può sempre uscire, se non vincitori, almeno con un pareggio.

Quindi, di seguito lascio la parola alla mia amica, nonché avvocato integerrimo, Raffa.

Ecco la cronistoria di questa famigerata giornata lavorativa

“Miei cari, vorrei condividere con voi la mattinata di sfiga che sto vivendo: almeno il mio ridere sola sul treno parrà meno da psicopatica.

Antefatto: sono a Pesaro per un’udienza e ieri mi son fatta una gran cena di pesce e vino gentilmente offerta dal cliente. Sa va sans dir niente acqua. Fa notoriamente male.

Stamattina ore 7:10 – suona la sveglia. Mi sveglio, la spengo e mi riaddormento per appena 5 minuti…65 minuti dopo mi sveglio di soprassalto, realizzo in ritardo e mi tuffo in doccia, mi vesto in fretta e via, in un taxi a caso.

Ore 8:45 – arrivo in commissione e, scendendo dal taxi, realizzo che l’elastico dei collant s’è rotto e che gli stessi tendono a scendere, pertanto cammino a gambe larghe e tenendo le calze stringendole da sopra i vestiti ad altezza della pancia.

Ore 9:20 – mentre sono davanti alla commissione a raccontare quanto sia stronzo il fisco con le povere aziende italiane, mi accorgo con orrore che ho il giacchino al contrario, con le cuciture e l’etichetta del lavaggio in bella vista. E con altrettanto orrore, mi accorgo che il giudice è più interessato al simbolo del lavaggio a secco che a quello che sto dicendo.

Ore 12,30 – salgo sul treno e finalmente entro in un bagno per “assicurare” per quanto possibile le calze ed espletare con calma (nda – questa parte la volevo un po’ tagliare, ma non avrebbe reso altrettanto bene). Bene, mentre espleto sento delle voci concitate fuori dalla porta che dicono “esci, tanto sappiamo che sei lì dentro!!”. Espletando penso “oddio chissà con chi ce l’avranno”. Manco faccio in tempo a pensarlo che la porta del bagno si spalanca ed entrano nel mio angusto luogo privato inserviente e capotreno (con tanto di pos in mano), che quando mi vedono fanno “oh scusa…cerchiamo un tizio senza biglietto…pensavamo fosse qui”.

Ora come vi dicevo, sono di nuovo al mio posto che rido da sola e spero con tutto il cuore che sta caxxo di giornata finisca il prima possibile!!”

Preparazione e auto-ironia

Bè, cara Raffa, conoscendoti e visualizzando tutta la scena, ti garantisco che io sto ancora ridendo. Una cosa è certa, questo è il caso in cui la preparazione e l’ironia aiutano ad uscire da qualsiasi situazione apparentemente impossibile. Metodo, programmazione e protocollo sono fondamentali per avere basi solide ed una forma mentis vincente…il sapersi muovere tra le difficoltà è essenzialmente frutto di una sicurezza personale che nasce dall’esperienza e che permette di muoversi anche su binari non convenzionali.

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