Come presentarsi su Linkedin

Condividi

E’ pensiero comune che un curriculum aggiornato abbinato ad una buona lettera di presentazione sia tutto quello che serve per candidarsi ad un’offerta di lavoro. Non è così. Quindi, come presentarsi su Linkedin?

Parola d’ordine: fare la differenza

Tutto va più veloce. Anche il sistema di reclutamento online non è immune dal fenomeno. Per aumentare le possibilità di essere preso in considerazione dai reclutatori, devi ricorrere a un “corredo” più accattivante. In particolare, devi essere consapevole di come presentarti su Linkedin, ovvero devi essere pronto a scoccare la freccia nel momento giusto, in modo mirato, senza lanciarla nel mucchio.

Se ti limiti a fare quello che ancora tutti fanno, puoi anche avere la fortuna di essere chiamato ma, nella maggior parte dei casi, ciò significa accontentarsi di un posto che manco cercavi, in un’azienda che nemmeno ti ricordavi di avere contattato, in un ambito non stimolante.

Per  distinguerti dalla folla di candidati che sgomitano per ottenere un posto di lavoro nell’azienda che veramente ti attira, occorre puntare sull’autenticità e sull’originalità.

La scelta dell’azienda

Innanzitutto ti sei mai veramente soffermato a pensare perché quella realtà aziendale ti attira tanto? Hai cercato informazioni sul web? Sai quali sono i valori, la mission, la vision e la policy di trattamento delle risorse umane? O ti sei limitato al “sentito dire”?

In un periodo come questo di incertezze che si protraggono da anni, si è portati logicamente a pensare che tutto ciò che viene fa “buon brodo”. Ci si affanna ad ampliare il ventaglio delle ricerche, col risultato che si disperdono energie. Conseguenza ulteriore, si arriva all’ipotetico colloquio ansiosi e in posizione di evidente svantaggio contrattuale: famelici ma non convinti.

L’informazione è tutto. Conoscere bene i retroscena dell’Azienda e sapere con chi si va a parlare fa la differenza. I responsabili del personale e i manager hanno sicuramente un profilo social da cui attingere dati importanti per potere creare dei canali comunicativi che integrino il mero formalismo. Per gli addetti ai lavori, avere di fronte una persona evidentemente preparata sulle dinamiche comunicative intra ed inter-aziendali è un valore aggiunto enorme. Fidati.

La capacità di entrare negli schemi e nei rapporti tra le persone è un plus di primo livello. Ricordati che la formazione tecnica (che sia on-the-job o strutturata) avverrà comunque in Azienda. Non te ne preoccupare più di tanto. Mostrati preparato e critico sulle dinamiche note.

Il ruolo dei social Network

LinkedIn  e, sempre di più, Facebook possono aiutarci a trovare lavoro. Come? Secondo il professor Dave Harte della Birmingham City University, i social media possono aiutare a veicolare un’immagine autentica. Questa viene apprezzata dai selezionatori, perché loro sanno leggerti dentro come e meglio di quanto possa fare tu stesso.

Sii pertanto coerente online e offline. Parlare di quello che fai nel tempo libero, di come sei solito comportarti quando sei al lavoro e delle aspirazioni personali e professionali vere, può tornare assai utile ai reclutatori nello screening iniziale.

I Social Network, si sa, devono essere utilizzati come un’estensione della vita offline e non come un alter ego. Il problema è che pochi lo fanno. O, peggio ancora, dicono di farlo ma in realtà sono degli avatar facilmente smascherabili scorrendo le loro bacheche.

Stanne certo, Il reclutatore di turno si fa un’idea più precisa sul tuo conto curiosando sui profili social, e non leggendo un elenco cronologico di esperienze. Si tratta di indicazioni preziose (impossibili da rintracciare attraverso l’analisi di un curriculum).

E c’è di più: se Dave Harte consiglia di puntare tutto sull’autenticità; il consulente di social marketing, David Goldman, suggerisce di curare l’originalità. Detta in parole povere: se l’intenzione è quella di utilizzare i social media per trovare lavoro, occorre evitare di omologarsi. “Sii conciso e unico”, è il consiglio di Goldman, che invita a utilizzare i social media per comunicare, in maniera efficace, il proprio “personal brand”. Ma cerchiamo di entrare un po’ più nel dettaglio.

Come presentarsi su Linkedin?

a) Punta su una descrizione di impatto. Il tuo “executive profile” iniziale non deve essere un elenco noioso delle tue “meravigliose esperienze lavorative” o un’autocelebrazione di quanto sei team builder, di team leader o team “coso”. Se ci fai caso, queste sono informazioni che si evidenziano in una sezione successiva del tuo profilo.

Come presentarsi su Linkedin: Matteo Magaldi

b) Punta a cosa veramente ti entusiasma. Perché e come sei arrivato a questo punto? Dove vuoi arrivare? Come concili la vita professionale con quella privata? Sono informazioni utilissime per conoscere la persona che “governa il professionista”.

c) Elenca solo le tue esperienze più importanti ed in qualche modo affini alla posizione per la quale ti stai candidando. Ciò fa capire che sei allineato ai valori comunicati nell’offerta.

d) Evita digressioni inutili. Crea un a sezione dove descrivi i progetti più importanti, che ti hanno visto coinvolto come una figura fondamentale o comunque importante. Non ne servono tanti: anche solo un paio. Il tuo lato professionale deve sempre fare emergere il modo con il quale affronti sfide e problemi.

e) Sii te stesso. Se sei ironico lascialo trasparire (in modo educato). Se sei riflessivo o introverso, dillo apertamente perché può essere un valore per quel tipo di profilo ricercato. Tutto questo poiché, ricordati, sarai inserito in un contesto di lavoro probabilmente già strutturato e i rapporti con i colleghi saranno fondamentali. Chi ti seleziona comincia a considerare sempre di più queste dinamiche.

f) Se riesci, pubblica con regolarità contenuti coerenti con i tuoi interessi personali. Possono essere post di condivisione o argomenti originali da te trattati nella sezione Pulse. Questo fa di te una persona attiva, focalizzata e realmente interessata all’aggiornamento sulle dinamiche di settore.

Pubblicare su Linkedin Pulse

L’altra faccia della medaglia

Attenzione. Non devi essere solo tu a mostrarti attento e preparato. Il motivo è lo stesso: non trovarsi a perdere del tempo e a frustrarsi in un ambiente a te non adatto. Cosa vuol dire?

Se arrivi al fatidico colloquio, dopo aver fatto tutti i passaggi di cui sopra, ciò che trovi di fronte a te è ancora più importante. La realtà deve tenere fede alle premesse o alle promesse. Il tuo selezionatore è in ritardo? Sei entrato in un nido di formiche impaurite e a capo chino? O, peggio, tutto ti sembra all’insegna dell’improvvisato e della disorganizzazione imperante?

Magari la segretaria manco sapeva che tu eri atteso.

Bè, è un sintomo evidente: scappa a gambe levate! L’attenzione per le risorse umane si vede dall’inizio.

Adesso…buona ricerca, buona fortuna e buon lavoro!

Seguimi anche su Facebook e Instagram…non essere timido!

 


Condividi

2 Comments

  1. LinkedIn, come dice il nome stesso, ci invita a stringere legami con gli altri utenti: troppo spesso ci si limita a completare il proprio profilo (cosa peraltro importantissima, ci mancherebbe!) e a lasciarlo lì, nella speranza che un recruiter, chissà quando, chissà come, lo legga…

    1. Assolutamente d’accordo Andrea! Il concetto è implicito nell’ultimo punto della lista. Dimostrarsi attivi ed interessati alle tematiche di settore, condividendo e commentando, ovvero curando la propria immagine. Senza mai scadere nell’auto-celebrazione o saccenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.