Differenze tra Native ADV, Branded Content e Content Marketing

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Native Advertising, Branded Content e Content Marketing sono buzzword spesso abusate e delle quali non si conosce il vero significato. Proviamo a chiarire i concetti per chi si occupa, o si vuole occupare, di webmarketing.

Il modo di fare pubblicità online sta cambiando. E’ da tempo chiaro che il classico display advertising attraverso banner, o annunci scollegati al contenuto della piattaforma in cui compaiono, non porta ad alcun risultato per gli advertiser.

Ciò si riflette su tutta la catena del valore, in quanto anche i publisher rischiano di perdere la credibilità agli occhi degli utenti e dei brand.

L’inbound marketing è il presente ed il futuro.

Con l’Inbound si passa dall’ Interruption al Permission Marketing: l’audience va conquistata fornendo contenuti interessanti e utili per il target di riferimento, non interrotta.

Il vantaggio evidente è che l’utente si trova immerso in una serie di contenuti da lui ricercati e, pertanto utili, nei quali si integrano perfettamente i  messaggi pubblicitari indiretti.

Lo svantaggio è che ciò richiede lavoro, tempo e risorse poiché, sia internalizzando il lavoro in azienda sia esternalizzandolo, vi è la necessità di un vero e proprio team che studi e crei i contenuti nei modi più consoni alle soluzioni ricercate dagli utenti della rete e all’immagine del brand che si vuole costruire.

Ciò detto, in un’ottica di media-lunga durata, è evidente che questa sia la soluzione vincente per emergere online.

Le differenze

Native, Branded Content e Content Marketing sono gradazioni di un fenomeno che necessita di una spiegazione in grado di definire al meglio le differenze sostanziali tra questi termini.

Per farlo, mettiamoci nell’ottica dei nostri fruitori o clienti. Pensiamo, per esempio, di dover comprare casa (che sia la prima casa o quella al mare non importa) ed entriamo nel dettaglio.

Scelta di una casa: metafora di content marketing

Content Marketing

E’ una vera e propria strategia promozionale inbound. Consiste nella produzione di contenuti finalizzati ad attrarre clienti attraverso i propri spazi (sito web, social, ecc.), visti come asset da costruire e rafforzare.

Nella scelta di una casa rappresenta le fondamenta, i criteri costruttivi, gli impianti: tutto ciò che fornisce dati concreti e garanzie sul lungo periodo.

Branded Content

E’ il prodotto di questa strategia o, meglio, uno dei prodotti. E’ un contenuto rilevante per l’utente che si inserisce perfettamente nel canale attraverso il quale verrà distribuito (ad esempio blog, social, ecc.).

Il Branded Content rappresenta il capitolato di una casa, comprese le finiture di dettaglio. Se parlo di una casa in montagna, un elemento discriminante potrebbe essere la presenza del camino, oppure le travi in legno o, ancora, gli infissi idonei non solo al tipo di clima ma esteticamente inseriti nel contesto.

Native Advertising

E’ di fatto una forma di distribuzione del Branded Content (in questo caso a pagamento), secondo logiche contestuali ovvero coerenti con il contesto editoriale in cui è inserito.

Rappresenta la zona in cui si trova la casa. Il luogo ha certi criteri costruttivi definiti dal piano urbanistico e dei valori per metro quadro dati dal Mercato. Ciò rappresenta un costo per il Produttore ma, anche e soprattutto, un investimento economico per chi acquista.

Il criterio

Abbiamo quindi un criterio di scelta che va dal generale (content marketing) al dettaglio (branded content attraverso il canale distributivo più idoneo).

Ciò non significa dare una priorità al concetto di content per poi concentrarsi sul canale distributivo. Anzi, è fondamentale approcciare la propria strategia di web marketing in un’ottica ampia, partendo proprio dall’emozionalità contestualizzata e mirata.

Quando scegliamo una casa, partiamo sempre dalla zona, dalla comodità ai servizi e ai luoghi frequentati. Da lì parte la ricerca estetica (facciata, ambienti interni, finiture, ecc.), per approdare all’approfondimento tecnico con il costruttore o l’agenzia. Quest’ultimo fattore sarà vincolante: solo se avremo certi tipi di garanzie sulla solidità della casa, sui consumi e sui costi di manutenzione preventivabili, procederemo all’acquisto.

Allo stesso modo si procede nella strategia di inbound marketing. Al primo livello abbiamo i contenuti (la sostanza) dai quali non si può prescindere; poi abbiamo le modalità di presentazione, contestualizzate nei format (branded) delle piattaforme o siti (canale native) che il nostro pubblico cerca e visita per quello specifico interesse sulla base del quale vogliamo farci trovare.

E’ un po’ più chiaro adesso? Spero di non avervi confuso…in ogni caso, tranquilli, non vendo case! 😉

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Un commento

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