Libri, Ebook e Case Editrici: strategie di marketing

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Questa riflessione sui libri e sul loro omologo elettronico non nasce a caso, e di fatto è “sotto gli occhi” di tutti già da un po’.Il riferimento è al concetto di cambiamento.

Il cambiamento, in ambiti che comportino variazioni dei consumi di massa, avviene spesso in modo quasi traumatico perché nasce qualcosa di nuovo e differente che semplifica la vita delle persone e soddisfa in maniera più efficace un bisogno.

Famoso è il detto “l’età della pietra non si è conclusa perché si sono esaurite le pietre…”.

Quest’espressione, nata per contestualizzare la rivoluzione energetica che ha portato allo sfruttamento massivo del petrolio a discapito del carbone, è la perfetta sintesi di quello che sta avvenendo nell’ambito dell’editoria. Con delle eccezioni però.
L’ebook ha ormai preso piede anche qui in Italia, nonostante la nostra poca propensione al cambiamento. I principali vantaggi rispetto al formato cartaceo sono evidenti:

  • partendo da una considerazione puramente ambientale ed etica, si salvano parecchi alberi. E così facciamo contenti gli ambientalisti;
  • in un unico dispositivo abbiamo fruibili centinaia di titoli. E anche chi viaggia o ha problemi di spazio è più contento (meno chi produce librerie);
  • i costi sono inferiori di almeno un 50% per cento rispetto alle corrispettive edizioni cartacee. E questo è sicuramente il maggiore valore aggiunto per chi divora testi su testi.

 

Libri oggetti di cultoMa allora perché il formato cartaceo non ha alcuna intenzione di abdicare? Anche qui i motivi principali sono presto detti:

  • statisticamente, la passione per la lettura nasce in ambiente scolastico ma matura col tempo, quando il percorso di studi è ormai completato da anni. Questo è ancora più vero per le generazioni che si ritrovano come me ad essere negli “…anta ed oltre”, perché la lettura di un libro nel XX secolo non aveva la competizione di telefonini, ipad e social di alcun tipo. Quindi, in soldoni, in bagno ci si portava un libro o una rivista (non mi riferisco a quelle che facevano prendere confidenza i maschietti con la propria sessualità…). C’è in primis un fattore anagrafico che rende questa generazione e quelle precedenti più refrattarie al cambiamento;
  • il libro è poi oggettivamente bello, ha un suo profumo e una sua anima. Ci sembra di rimanere maggiormente in contatto con l’autore e i suoi personaggi;
  • è quasi un oggetto di culto vintage. Ha paradossalmente acquistato fascino, perché tangibile. Da un senso di possesso, che l’ebook di certo non ha. Sta subendo lo stesso processo, anche se molto più lentamente, che ha subito il vinile rispetto a CD prima ed mp3 o streaming odierno poi;
  • infine, è uno dei maggiori oggetti di regalo Un bel libro con una copertina accattivante spesso ci salva quando non sappiamo cosa regalare a nostro fratello o a nostro padre. E’ vero o no?

 

Ma tutte queste motivazioni a vantaggio del libro, se ci fate caso, sono puramente emotive. Non hanno reali ripercussioni pratiche e non ci facilitano neanche con la lettura: anche con l’ebook abbiamo i segnalibri, possiamo sottolineare o passare facilmente da un capitolo all’altro.

Lo so cosa stanno pensando molti di voi: “Eh, ma il libro è il libro!…”. Non potrei essere più d’accordo. E per questo lo si può considerare ormai come un oggetto da collezione, per il quale la spesa va valutata seriamente: ha senso comprare quel libro o piuttosto cerco su Amazon il formato elettronico perché non vale la pena spendere 25-30 euro?

Il ragionamento è proprio questo a mio modo vedere, dettato però da considerazioni un po’ più profonde che mi trovavo a fare proprio l’altro ieri con Rudy Bandiera su facebook.

Consideriamo un esempio significativo di genere letterario: la saggistica (mi ha sempre fatto un po’ sorridere il termine: chi decide a priori che sono “saggi”?…ma qui si arriva facilmente al concetto di influencer, decisamente fuori tema). Soprattutto nel settore tech o media, i saggi e gli studi monografici sono un esempio lampante di come il formato cartaceo sia ormai insensato. Tutto evolve così velocemente che dopo pochi mesi sono ormai datati o da aggiornare.

Altra considerazione: ha senso partire magari dal solo formato elettronico e rendere cartaceo ciò che diventa best-seller, tipo “cofanetto ed. speciale”?

Qui in realtà entrano in gioco gli Editori, o meglio, erano in gioco già da prima ma li cito solo alla fine per lasciar spazio alle considerazioni. Alcuni si stanno muovendo da un po’ e molti altri sono ancora al palo, aspettando che le cose si cristallizzino, col risultato di perdere occasioni e tempo. Quasi tutte le Case Editrici hanno ormai affiancato alla stampa classica collane online dedicate ai Best Seller o agli Autori di tendenza. Ma io mi chiedo: non sarebbe una gran cosa, visto il basso costo marginale, se tutte le Case Editrici regalassero il formato elettronico a chi compra il cartaceo?

Si fornisce un valore aggiunto alle famiglie con rappresentanti tech e vintage al loro interno, ma soprattutto si potrebbe “abituare” e guidare il passaggio generazionale inarrestabile!

E voi, che ne pensate?


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