Lo Storytelling è come la Geologia

Lo Storytelling è come la Geologia

La Geologia è un classico esempio di storytelling. Studiamo e analizziamo eventi passati per comprenderne le dinamiche. Diffondendo le conoscenze acquisite, pianifichiamo il futuro.

Il titolo di questo articolo nasce da una reminiscenza istantanea del mio remoto passato, studentesco prima e lavorativo poi. Nasco infatti come geologo, ma la personalità inquieta e curiosa che mi contraddistingue ha fatto sì che il mio percorso evolutivo se ne affrancasse, per abbracciare il mondo del marketing e della comunicazione.

Cambiamento radicale? A dire il vero anche io l’ho pensato. Ma analizzando il mio curriculum formativo più nel dettaglio, mi sono reso conto che le dinamiche interpretative non si discostano molto.

Semplicemente sono passato da un ben delineato ambito comunicativo e analitico, ad un settore più ampio applicando quanto appreso alle diverse realtà di impresa che caratterizzano i miei clienti. Questo è lo storytelling!

Partiamo dalla definizione di geologia.

Geologia è anche storytelling“La geologia (dal greco γῆ, gê, “terra” e λόγος, logos, “studio”) è la branca delle scienze della Terra che studia la Terra e i processi che la plasmano e la cambiano. Nei tempi moderni la geologia è importante per la valutazione delle risorse idriche, per la previsione e la comprensione dei pericoli naturali…per la pianificazione territoriale e la realizzazione di opere pubbliche e private…”. Nel campo scientifico la geologia ha fornito la prova principale per la tettonica delle placche, ha ricostruito la storia della vita e dell’evoluzione delle specie viventi, ha ricostruito le evoluzioni dei climi del passato, ha fornito gli elementi (e indaga tuttora) per la comprensione di molti fenomeni naturali (Wikipedia).

E’ chiaro anche ad un profano che qui si parla di storytelling.

Ampliando il concetto alla vita di tutti i giorni, possiamo dire che ognuno di noi fa in qualche modo storytelling: quando educhiamo i nostri figli, quando presentiamo un prodotto o un servizio ad un cliente, quando commentiamo al bar un avvenimento di cronaca, quando stiamo sui social media. Il punto è: come lo facciamo? In che ambito? E siamo efficaci o vogliamo esserlo?

Nel fare storytelling dobbiamo sempre avere ben chiare le finalità. Questo perché le ragioni per cui lo facciamo consciamente possono essere molteplici. Parafrasando Andrea Fontana (Storytelling d’Impresa), a titolo indicativo possiamo ricadere in una o più delle seguenti categorie:

  • Ambiti di storytellingEssere compresi e riconosciuti.
  • Essere ricordati.
  • Poter prevedere fatti ed eventi sulla base dell’esperienza.
  • Mantenere una coerenza e una continuità della propria identità.
  • Dare senso alla realtà che ci si prospetta quotidianamente.
  • Nutrire la mente: il racconto arricchisce la nostra psiche e quella degli altri.
  • Promuovere la connessione di esperienze comuni.
  • Generare appartenenza: una comunicazione attraverso racconti produce legami di forte intensità emotiva.
  • Coinvolgere ed emozionare.
  • Accelerare il trasferimento di informazioni rilevanti: divulgazione di tematiche altrimenti complesse.

 

Tutto ciò non si genera dal giorno alla notte, non è semplice.

Se vogliamo fare storytelling efficacemente, che sia per motivi professionali o personali, bisogna prepararsi a seguire due linee guida fondamentali:

1. Una coerenza logica e simbolica: bisogna riordinare, dare criterio logico e sequenziale al caos informativo cui siamo sottoposti, utilizzando codici comunicativi di impatto: allegorici, empatici, ironici.

2. Generare un senso di coinvolgimento, attraverso comunanze e ritualità note e condivise.

In questo percorso la formazione è fondamentale. Bisogna avere padronanza del tema trattato e condividere o cooperare con chi ha più esperienza di noi. Lo storytelling è uno strumento comunicativo potentissimo; fondamentale a livello personale, sociale e professionale.

E voi, come lo utilizzate?

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2 commenti

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