Questa storia di Whatsapp: clamore ingiustificato

Questa storia di Whatsapp: clamore ingiustificato

Nel mio precedente post ho analizzato la notizia di pochi giorni fa relativa al fatto che Whatsapp non si pagherà mai più.

In rete ho visto un gran clamore in merito e  giudizi tra i più disparati. Catene di S. Antonio, preoccupazione, chi dice che se ne frega ed in realtà è il primo ad alzare il dito, e chi semplicemente è contento.

Francamente, io non ci vedo alcun piano occulto. Ho già rimarcato che secondo me, ma anche secondo tanti, si tratta semplicemente di  una strategia di diffusione di massa di uno strumento che è già leader di settore. Whatsapp è la più diffusa social chat da parecchio tempo, e mira a rafforzare la sua posizione dominante sul Mercato.

Whatsapp e la sua diffusioneChiunque abbia un cellulare, che pesi meno di 500 grammi e non abbia le batterie al piombo, ormai lo usa tutti i giorni nel nostro Bel Paese. Lo si usa non solo per diletto o per contattare amici e parenti al posto degli sms ma, molto spesso, anche per lavoro.

Nel mio quotidiano posso dire che ha sostituito in molti casi anche l’email. La condivisione di documenti e di articoli di interesse da visionare o revisionare con i collaboratori passa il più delle volte proprio da Whatsapp.

C’è poi il secondo punto accennato nell’articolo precedente. L’importanza dei nostri dati e l’analisi delle nostre abitudini da parte del Sig. Zuckenberg. Bè, anche qui nessun clamore e niente di nuovo. Ma ciò lo considero non solo in un’ottica di monopolio delle informazioni; è proprio una valutazione di carattere generale.

Chiunque di noi (io stesso per il lavoro che faccio) lascia in giro tutti i giorni i propri contatti e le proprie informazioni anagrafiche. In particolare e come esempio personale, devo continuamente essere aggiornato su trend ed evoluzioni della sfera comunicativa sui social e sul web, su nuovi strumenti che possano aiutarmi a gestire la programmazione e i palinsesti dei miei clienti e su molto altro. Lascio quindi continuamente “tracce di me” in rete e offline.

Se ci fate caso, lo fate anche voi e ne avete evidenza con gli sms promozionali che vi arrivano, con gli auguri per le feste comandate da parte del tal negozio, o con promozioni che sembrano ogni volta ritagliate ad hoc per voi. Molto viene cestinato o risulta addirittura fastidioso. Ma nulla di trascendentale o che non ci permetta di vivere, anzi, qualche volta è pure utile perché viene incontro ai nostri bisogni del momento.

Quindi mi ripeto, anche in questa strategia più o meno occulta di Facebook/Whatsapp (come ce la vogliono fare sembrare)…..niente di strano o di strabiliante.

Viviamo serenamente e continuiamo ad utilizzare ciò che più ci fa comodo e ci semplifica la vita.

Non la pensate così? Fatemelo sapere. Aspetto i vostri commenti. 😉

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