Sindrome da rientro: perché dopo le ferie ci si sente stanchi

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Irritabilità, stanchezza, disturbi del sonno: è la sindrome da rientro, meglio prendersi almeno un giorno «cuscinetto»

img_come_tornare_al_lavoro_dopo_le_ferie_12854_origAl rientro dalle vacanze 3 lavoratori su 10 si sentono male appena ritornano in ufficio. Colpa di quella che gli anglosassoni chiamano post vacation blues e noi abbiamo ribattezzato sindrome da rientro. «È un disturbo dell’adattamento che può presentarsi con diversi sintomi nella fase di passaggio tra un periodo di allentamento delle tensioni e la ripresa delle abitudini ordinarie – spiega Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano -. Quest’anno oltretutto, vista la crisi e la delicata situazione italiana, ci si aspetta il peggio: per molti il rientro dalle vacanze non è più associato solo al pensiero di smaltire pratiche lasciate in sospeso e di riorganizzare la routine famigliare, ma anche alle preoccupazioni relative al posto di lavoro. Il progetto non è più programmare l’immediato futuro, ma sperare di conservare il presente. In tali condizioni le attività cognitive possono diventare facile preda di ansia».

Quali sono i sintomi della sindrome da rientro?
«Irritabilità, stanchezza profonda, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, mal di testa e talvolta perdita di peso sono alcuni dei più classici. Nel loro sviluppo gioca un ruolo chiave lo stress che agisce sul cosiddetto asse ipotalamo-ipofisi-surrene. L’ipotalamo controlla il rilascio di ormoni da parte dell’ipofisi che agiscono, a loro volta, sulle ghiandole surrenali, che producono i cosiddetti ormoni dello stress, come adrenalina e cortisolo. In genere durante un periodo di allentamento delle tensioni, come accade in vacanza, questo sistema si mette un po’ a riposo rispetto al ritmo abituale. Il rientro alla vita normale, specie se repentino, costringe però il sistema e, in particolare i surreni, a un superlavoro, cui non è immediatamente pronto, e così, diventa normale avere qualche difficoltà a rispondere alle esigenze della vita di sempre. Il rischio di sviluppare la sindrome da rientro è tanto maggiore quanto più il lavoro è di tipo intellettuale».

Come si può gestire questo fenomeno?

«Per riprendere il menage lavorativo e famigliare con il piede giusto occorre prendersi almeno un giorno “cuscinetto” prima di recarsi in ufficio e cominciare gradualmente il lavoro, rinviando gli impegni più gravosi alla seconda metà della settimana. Poi bisogna resettare il ritmo sonno-veglia per rientrare con gradualità nei parametri standard nonché mettersi a regime sul piano alimentare con pasti equilibrati ricchi di frutta e verdura. E visto che spesso in vacanza si tende ad alzare più il gomito, meglio dare anche un taglio all’alcol. Infine è buona regola cercare di ritagliarsi sempre un po’ di spazio, per rilassarsi ma anche per fare un po’ di moto. Nella maggior parte dei casi quella da rientro è una sindrome passeggera. Può però capitare che i sintomi peggiorino fino a sfociare in disturbi d’ansia o di tipo depressivo. In questi casi meglio chiedere aiuto, indiziando dal proprio medico di famiglia».

[Fonte parziale: corriere.it]


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